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martedì, 29 gennaio 2008
Osmin a volte abita la notte. E' una veglia strana nel pieno della notte. Come uno strano velo di lucidità feroce. E' come se lo spazio - sopito delle energie mentali di tutti gli altri uomini che dolcemente dormono - permettesse ai suoi pensieri di penetrare meglio. Lo spazio e il tempo, certo. Osmin ora è nella sua cucina, meglio nella cucina di casa sua, non è bene per un uomo sentire troppo sua la cucina, no amiche?, e in questo silenzio immoto, ogni oggetto gli pare di una strana virilissima tridimensionalità. Gli oggetti si protendono verso di lui: lo sportello della lavastoviglie; il barattolo dello zucchero, lo stesso rubinetto ha un'aria vagamente minacciosa. Questa strana fisicità potenziata di ogni oggetto Osmin non immagina che effetto potrebbe fargli se fosse una montagna ora davanti a lui o il mare immenso. Forse il suo cuore potrebbe non resistere. Ma ora si chiede. come fanno tutti questi oggetti ad apparirmi quasi piatti di giorno. Guardali ciascuno che forti che sono...
lunedì, 28 gennaio 2008
Osmin ieri stava scrivendo e du ran te la frase più volte si è addormentato, per ridestarsi subito e chiedersi: "cosa stavo dicendo?" Questo dimenticarsi di sè, du ran te, questo perdere le coordinate di un percorso non perchè non conosciamo la strada, ma perchè ci accorgiamo di avere dimenticato la meta, è parso a Osmin una specie di metafora, spensierata e leggera ... di una piacevolezza dell'esserci. In quanto tale.
venerdì, 25 gennaio 2008
Osmin non scrive mai di politica. Non ne capisce. Come tutti ne è stomacato. Ma se oggi potesse, anche se quello è certo un papalino, un abbraccio a quel "cristiano" del senatore Cusumano, in questo gran cesso, glielo darebbe gran volentieri.
martedì, 22 gennaio 2008
Il corpo di Osmin oggi dice: "ho voglia di sciogliermi nella primvera". E Osmin risponde: "oh sì, amore, il primo giorno di sole, a marzo, andiamo in montagna, a dormire sul nostro prato: sarà ancora un po' freddo, ma noi sapremo raccoglierci, in fessure di tepore, di verde, nella fessura del tuo profumo".
E la vita violenta elementare inconsapevole e furiosa li prenderà.
sabato, 19 gennaio 2008
Aggiornamenti, senza a capo. Osmin stanotte ha dormito dieci ore. Osmin non sa se questo gli fa bene. Scoglio, in alto. Ora che è sempre bassa marea, porta con sè solo i segni, solo i segni, solo i segni ... delle onde meravigliose.
giovedì, 17 gennaio 2008
A capo: sperimentazioni notturne (a specchio)
Osmin oggi pensa che deve restituire il sonno alle sue notti.
Osmin ha un sonno perfetto, circolare.
Osmin non capisce cosa abbia condotto alla decisione di contingentarselo.
Osmin ha un sonno perfetto, circolare.
Osmin oggi pensa che deve restituire il sonno alle sue notti.
mercoledì, 16 gennaio 2008
Osmin pensa a delle parole che possano essere un inizio.
Inizio.
Lo sguardo del suo pensiero è rubato dall'erba, ma non da un'erba immaginaria astratta, ma da un'erba concreta, quasi ruvida, diversa, di forme diverse, con dentro fiori, ma anche erbe diverse, "cattive" sì. E immagina quell'erba immota in una calura estiva. Oppure indecisa, se assecondare una lontana brezza, che ascolta tra le altre fronde del cirmolo.
Lì potrebbe stare un inizio.
Oppure potrebbe essere un'immagine del pensiero. Un luogo dell'anima.
Oppure ancora, sfrenatamente, il timbro di una voce " ... ciao", un ciao pieno, di ritrovo, di accoglienza ...
(osmin non sa andare a capo, stanotte ha cercato di farlo, con esagerazione, ma si dice che per interiorizzare un gesto, un pensiero, occorre prima esagerarlo, sillabarlo, sfaticarlo, poi, vinto, lo puoi fare tuo, con dolcezza finalmente)
lunedì, 14 gennaio 2008
Osmin non sa cosa è la bellezza, ma sa che la bellezza attraversa ogni aria, ruvida, anche nella notte, e pure quando brilla il sole.
giovedì, 10 gennaio 2008
Osmin oggi voleva cancellare tutto. E prima o poi lo farà. Si può chiamare "ripulire" infondo, non fosse per i vostri commenti. Malgrado quelli, Osmin lo farà. Cancellare. Tutto. Ripulire. Ogni tanto Osmin si chiede perchè non ha mai pubblicato un romanzo dando ovviamente per scontato che tale buco nella storia della conoscenza collettiva dipenda solo da un suo difetto di volontà. Oggi Osmin si chiede come può vivere chi lo ha fatto. Perchè l'idea che queste nostre parole possano sopravvivere nostro malgrado e divenire sostanzialmente in-e-li-mi-na-bi-li è, infondo, insopportabile. Rifluire verso il tutto senza lasciare scorie. Oddio, pensa Osmin, io non faccio che seminarne. Oddio pensa Osmin, la mia vita è terribilmente antiecologica. Anche la eliminazione del blog punto è orrorifica se ci pensate. Tutto via senze neppure differenziare i pensieri depressivi da quelli sensuali, quelli luminosi, da quelli con odore di terra. Oddio. Pensa Osmin.
martedì, 08 gennaio 2008
Osmin sempre più vorrebbe sciogliersi. In una terra inviolata.
sabato, 05 gennaio 2008
Osmin ascolta il suo torace. Occhi chiusi. Respiro assorto. Vorrebbe sentirlo trasformare da una vicinanza che lo avvolga. E sciogliersi poi in un dimenticando ...
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